Il miglior formaggio del mondo non è italiano. Ma l’Italia domina la classifica

 Il Miglior Formaggio del Mondo è (Ancora) Greco, Ma l’Italia Domina la Classifica

TasteAtlas, una delle piattaforme internazionali più autorevoli che si occupa della mappatura e della valutazione delle specialità gastronomiche tradizionali, ha pubblicato la classifica dei migliori formaggi del mondo per il 2026. Il verdetto è chiaro e, per certi versi, inaspettato: il miglior formaggio al mondo è quello greco. Tuttavia, questa notizia va valutata in un contesto più ampio, poiché il Mediterraneo, in particolare l’Italia, conferma il suo ruolo di primo piano nella produzione lattiero-casearia mondiale.

Vincitore assoluto: Graviera Naxou (Grecia)

Al primo posto della classifica TasteAtlas 2026 si trova il Graviera Naxou, un formaggio a denominazione di origine protetta prodotto sull’isola greca di Nasso. Prodotto principalmente con latte di vacche locali, il Graviera Naxou si distingue per la sua struttura compatta, il suo aroma equilibrato e la sua naturale dolcezza, che lo rendono molto versatile, sia da consumare da solo che da utilizzare in cucina.

Questo riconoscimento non è casuale: questo formaggio rappresenta una tradizione pastorale rimasta quasi immune dalla standardizzazione industriale. I pascoli dell’isola, la biodiversità vegetale e i metodi di produzione tradizionali hanno contribuito a preservarne l’autentica identità sensoriale, oggi riconosciuta in tutto il mondo.

L’Italia sul podio: il Parmigiano Reggiano è il secondo miglior formaggio al mondo

Subito dopo il vincitore greco, al secondo posto troviamo uno dei simboli assoluti del Made in Italy alimentare: il Parmigiano Reggiano. Questo risultato conferma ancora una volta che la forza delle tradizioni italiane non risiede nelle mode passeggere, ma in un sistema di produzione basato su regole rigorose, territorio e tempo.

Vincitore assoluto: Graviera Naxou (Grecia)

Il Parmigiano Reggiano è apprezzato per:

  • la complessità del suo aroma, che si intensifica con la stagionatura
  • gli ingredienti naturali (latte, sale, caglio)
  • la straordinaria versatilità gastronomica

Un formaggio che non ha bisogno di una storia artificiale: la sua storia parla da sé.

L’Italia tra i primi 100: una presenza strutturale, non episodica

Oltre al Parmigiano Reggiano, numerosi formaggi italiani occupano posizioni di rilievo nella classifica TasteAtlas 100, a testimonianza di una qualità diffusa e non concentrata in un unico prodotto. Mozzarella di Bufala Campana, Burrata, Gorgonzola, Pecorino e altri formaggi regionali continuano a essere apprezzati per le loro caratteristiche sensoriali riconoscibili e il forte legame con il territorio di origine.

Questo fatto è molto importante: l’Italia domina non solo con un singolo campione, ma con un ecosistema di prodotti lattiero-caseari unico al mondo.

Perché questa classifica è davvero importante

In un mercato alimentare dominato da mode passeggere, superfood stagionali e strategie di marketing aggressive, la classifica di TasteAtlas pone l’accento su tre elementi fondamentali:

  • le tradizioni produttive
  • la qualità delle materie prime
  • l’identità del territorio

I formaggi premiati non sono il risultato di campagne pubblicitarie globali, ma il risultato di conoscenze locali, piccole latterie e filiere che hanno deciso di rimanere fedeli alle proprie tradizioni. È proprio questo approccio che oggi è riconosciuto e apprezzato dalla comunità internazionale.

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